• FOTOGRAFIE DI:TONY GENTILE
  • DATA ESPOSIZIONE:18 MAGGIO - 2 GIUGNO 2024
  • A CURA DI:ROSANNA PONSANO
  • ORGANIZZAZIONE:COMUNE DI GENOVA - PALAZZO DUCALE
  • PROGETTO:TONY GENTILE - ROSANNA PONSANO - MARCO DRAGONETTI
  • LOCATION: SALA MUNIZIONIERE - PALAZZO DUCALE GENOVA

LUCE E MEMORIA - LIGHT AND MEMORY

A cura di Rosanna Ponsano

ITA

Il valore della Memoria, la forza della luce. Sono trascorsi oltre trent’anni dagli eventi narrati in queste immagini tutt’ora legate al filo della memoria collettiva del Paese e ancora non tace il sussulto delle nostre coscienze alla voce dei notiziari e della cronaca dell’epoca all’annuncio dei crimini sempre più efferati, perpetrati dalla mafia con l’intento di intimidire e sottomettere istituzioni e cittadini. “Luce e Memoria” invita a una profonda riflessione mirata a valorizzare il senso di appartenenza civica allo Stato coinvolgendo l’osservatore con il linguaggio immediato della fotografia, complici la suggestione della luce e la potenza evocatrice delle voci dei protagonisti, diffuse in sala. L’excursus narrativo della mostra illustra un brano di Storia recente attraverso le vicende dei protagonisti degli eventi rievocati ma anche dei semplici cittadini spesso inconsapevolmente coinvolti. Volti noti e visi anonimi che rappresentano nella loro essenza popolare, non solo Palermo e la Sicilia ma l’Italia intera e la società civile. Le immagini di vita quotidiana, delle feste religiose, delle manifestazioni in piazza, introducono lo spettatore nel contesto sociale e urbano, teatro degli eventi. A condurlo in una dimensione più emozionale saranno altre immagini, talvolta inevitabilmente cruente, dove la cronaca diviene tragedia collettiva e che l’autore restituisce con grande responsabilità e scrupolosa coscienza etica di fotogiornalista. Su tutte domina la visione dei devastanti attentati di Capaci e Via D'Amelio, tali da evocare un profondo senso di vuoto interiore, forse lo stesso sgomento che ha acceso l'impellente necessità di riscatto di un popolo capace di mutare la rabbia e l’indignazione in impegno civile. Il percorso espositivo tra le immagini della mostra “Luce e Memoria” sottolinea l’attenzione e la sensibilità di Tony Gentile nell’estrarre dal corso del tempo “l’attimo” per consegnarlo alla memoria in forma di ricordo, documento e conoscenza, eredità preziosa per le giovani generazioni e risveglio per le coscienze oramai sopite. Lo sguardo abile del fotografo si rivela per la complessità compositiva dell’immagine che diviene contenitore di testimonianza, etica, cultura e umanità, forte di significati ad un tempo espliciti e simbolici, capace di suscitare immediata empatia nel pubblico. Ne è prova la popolarità acquisita dalla fotografia divenuta emblema della legalità e della lotta contro la mafia, scattata in un contesto istituzionale, dove i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ritratti nell’attimo esatto in cui rivelano, in un gesto di amichevole complicità, la propria essenza umana. La sequenza dei fotogrammi scattati dall’autore in quella occasione, proiettata all’interno della mostra, svela la dinamica creativa che ha generato lo scatto che tutti al mondo riconoscono e associano indiscutibilmente al concetto di legalità e che rappresenta, ci piace pensare, la parte migliore del nostro Paese.

ENG

The Importance of Remembrance, the strength of light. More than thirty years have passed since the events narrated; however these images are still tied to our Country's collective memory. The shock to the news of the time and the proclamation of increasingly heinous crimes perpetrated by the mafia with the intimidating intent of attacking and subjugating institutions and citizens has not yet been silenced. “Light and Remembrance” is an invite to a deep reflection. The immediate language of photography, the striking effect of light and the evocative power of the voices of the protagonists in the room aim to involve the observer, enhancing a sense of civic belonging. The narrative excursus of the exhibition illustrates a piece of recent history through the events of the protagonists of the events recalled, but also of the simple citizens, often unconsciously involved. With its known and anonymous faces, Palermo represents, in its popular essence, not only Sicily but the whole of Italy and civil society. The images of daily life, of religious festivals, of demonstrations introduce the viewer to the social and urban context, center of the narrated events. In other images, sometimes inevitably bloody, the events become a collective tragedy that the photojournalist conveys with thorough ethical conscience and great responsibility, leading the viewer into a deeper emotional dimension. The view of the devastating attacks in Capaci and Via D'Amelio leaves an inner void, perhaps the same feeling that ignited the urgent need for redemption of a people capable of transforming anger and indignation into civil commitment. The itinerary among the images of the "Light and Remembrance" exhibition highlights Tony Gentile's attention and sensibility in extracting "the instant" from the course of time and to deliver it to memory in the form of re-enactment, documentation, and knowledge. The photographer's skilled gaze is revealed by the compositional complexity of the picture which becomes a container of testimony, ethics, culture, and humanity, capable of delivering to the memory a strong message of both explicit and symbolic meanings, creating immediate empathy with the public. It is no coincidence the popularity of the shot portraying on an institutional occasion the magistrates Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, already symbol of the fight against the mafia, taken exactly in the moment when they reveal, in a gesture of friendly complicity, their own human essence, precious legacy for the younger generations and awakenign for consciences now dormant. The sequence of frames taken by the author on that occasion, shown within the exhibition, help us to understand the creative dynamic origin of the shot known to the whole world that everyone  indisputably  associates with the concept of legality and which represents, we like to think, the best part of our Country.

LUCE E MEMORIA

Palazzo Ducale, sala del Munizioniere

ASCOLTA L'AUDIO DELLA MOSTRA - LISTEN TO THE AUDIO OF THE EXHIBITION

1992

Testo di Tony Gentile

ITA

Solo a sentire quel numero, quelle quattro cifre, anche in lontananza, citate dalla radio o dalla televisione, il mio stomaco si rivolta e si innesca uno strano meccanismo, come un vecchio registratore a nastro che si riavvolge velocemente per tornare al punto iniziale, il punto da dove è cominciato tutto. Quello è stato un anno molto particolare, tanti fatti, tante storie, tanti ricordi; alcuni rimossi, altri rimasti perfettamente stampati nella mia memoria. Impressi come quei tatuaggi che ti fai quando sei molto giovane non pensando che dovrai portarteli dietro per tutta la vita, anche quando non vorresti più che sfregiassero la tua pelle. Tanta tristezza, tanto dolore, tanta rabbia. Per me è come se quell’anno fosse cominciato con tre mesi di ritardo, non a gennaio ma a marzo, pochi giorni dopo il mio ventottesimo compleanno, trascorso sicuramente come sempre con la famiglia e qualcuno dei miei amici più cari, ma non me lo ricordo. Come dimenticare invece la sera del 27 marzo, quando realizzai la foto che è riuscita a sintetizzare in una frazione di secondo l’essenza di questa grande storia. L’intimità tra due grandi amici, la loro complicità, la forza del loro impegno contro la mafia, la capacità di sorridere e di vivere la vita nonostante fossero consapevoli di essere “uomini morti che camminano”. Ma anche il dolore per la loro perdita, e non solo quello dei loro familiari. Questa fotografia è stata adottata dalla gente comune che l’ha trasformata in un vessillo di legalità e tutto questo perché, secondo me, racchiude in sé un gesto vero che ciascuno di noi fa nella vita di tutti i giorni; questa semplicità ci avvicina a Giovanni e Paolo, ci fa sembrare simili a loro, dimostrandoci che quello che pensavano e facevano loro possiamo farlo anche noi. In sintesi, è una fotografia semplice e non una semplice fotografia.

ENG

Just hearing that number, those four digits, even in the distance, mentioned on the radio or television, turns my stomach and triggers a strange mechanism, like an old tape recorder rewinding quickly back to the starting point, the point where it all began. The year 1992 was a very special one: so many facts, so many stories, so many memories; some removed, others perfectly imprinted in my memory. Imprinted like those tattoos you get when you are quite young, without thinking that you will have to carry them around for the rest of your life, even when you no longer want them to scar your skin. So much sadness, so much pain, so much anger. For me, it’s as though that year started three months late, not in January but in March, a few days after my 28th birthday, which I spent as always with family and some of my closest friends, but I don’t remember it. How can one instead forget the evening of 27 March, when I took the photo that managed to summarise the essence of this great story in a fraction of a second. The intimacy between two great friends, their empathy, the strength of their commitment against the Mafia, their ability to smile and live life despite being aware that they were "walking corpses". But also the pain of their loss, and not only that of their families. This photograph has been adopted by ordinary people who have turned it into a banner of legality, and all this because, in my opinion, it encapsulates a true gesture that each of us makes in our everyday lives; this simplicity brings us closer to Giovanni and Paolo, makes us look like them, showing us that what they thought and did we can also do. In short, it’s a simple photograph, not simply a photograph.

Ferdinando Scianna dal libro "Sicilia 1992 - Luce e Memoria"

ITA

Nelle fotografie di Tony Gentile la città, Palermo, appare come una specie di Beirut negli anni della guerra, assassinata e trucidata anche lei. Ma qualche volta fa pensare anche alla New York di William Klein, solo che il frastuono della modernità, in questo caso, è quello delle stragi. Anche qui ci sono le folle, quelle che assistono ai funerali, e bambini, molti bambini, con gli occhi profanati che assistono ai riti della violenza e li incidono nella loro memoria, una memoria che si porteranno dietro come un destino, ma anche bambine, con piccole ali di tulle nelle processioni religiose. C’è la povera e dura vita quotidiana della città. E le facce, tante facce, mute di vergogna. Ci sono giudici, anche, e alcuni grandi mafiosi, come Brusca e Riina, che quelle stragi hanno perpetrato. E politici, molti, che non si sono fatti scappare il palcoscenico per la loro retorica e ipocrisia. E ci sono anche i morti ammazzati, naturalmente. Questo è Luce e memoria, di Tony Gentile.

ENG

The Palermo that we see in these images is a bit like wartime Beirut, slaughtered and ruined. But sometimes it also calls to mind the New York of William Klein, except that here the din of modernity is that of the carnage. There are also crowds, the ones at the funerals, and little boys, lots of little boys, with desecrated eyes that have witnessed the rituals of violence, now burned in their memories, memories that they would then carry with them like a destiny, but also little girls, with little tulle wings in religious processions. We see the impoverished, harsh everyday life of the city. And faces, so many faces, silent with shame. There are also judges, and a few big Mafiosi, like Brusca and Riina, who perpetrated that carnage. And politicians, many, who stuck to the stage despite their rhetoric and hypocrisy. And, of course, there are also the people who were killed. This is Tony Centile's Sicily 1992. Light and Memory.

Francesco Zizola

ITA

“Questa potente installazione chiama in causa non solo le nostre coscienze a proposito della Storia del nostro paese, ma anche una dimensione sempre più ingombrante che riguarda la pervasività delle immagini nella nostra vita. In che modo le immagini ci offrono da pensare? Che ruolo hanno le fotografie del passato, gli archivi? Questa installazione è la prova che le immagini fotografiche possono collegare il loro portato di tempo passato con un presente da esse vivificato. […] Ecco, dentro questo teatro abbiamo potuto assistere e partecipare commossi a questa trasformazione e senz’altro abbiamo sperimentato una nuova emozione scaturita da una installazione che ha saputo creare un nuovo percorso di senso che trascende l’esistenza singolare di ogni fotografia. Di questo dobbiamo essere grati a Tony Gentile e alla sua arte.”

ENG

“This powerful installation calls into question not only our consciences about the history of our country, but also a dimension increasingly cumbersome which concerns the pervasiveness of images in the our life. How do images offer us to think? What role do photographs of the past and archives have? This installation is proof that photographic images can connect their led of past time with a present brought to life by them. […] Here, inside this theater we were able to witness and participate in this with emotion transformation and we certainly experienced a new emotion resulting from an installation that was able to create a new path of sense that transcends the singular existence of each photograph. For this we must be grateful to Tony Gentile and his art.”

Carlo Sala dal libro "Sicilia 1992 - Luce e Memoria"

ITA

Le immagini sono degli “organismi” che nel corso della loro “vita” sono soggetti a una serie di continue esegesi e risignificazioni – strettamente connesse ai mutamenti sociali e di pensiero – che impongono delle riflessioni attorno al concetto di storicità dell’occhio. Uno dei casi paradigmatici, e più eclatanti, della fotografia italiana contemporanea è ciò che è avvenuto alla celebre immagine di Tony Gentile del 1992 che ritrae i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lo scatto, pur essendo stato realizzato per coprire a livello giornalistico un convegno cittadino in un momento della storia italiana fortemente connotato, negli anni ha travalicato il suo legame con un qui e ora univoco e cronachistico, per diventare un’icona collettiva che sprigiona una carica visiva atemporale che ne ha decretato la persistenza negli anni a venire. L'autore ha colto i due protagonisti in un momento di estrema empatia dove i loro corpi formano una massa piramidale che occupa gran parte dell'immagine, marginalizzando così lo sfondo e in parte astraendoli dal con-testo. Il punctum della fotografia dove si posa lo sguardo è la congiunzione dei loro volti da cui si dispiegano dei sorrisi complici, in una composizione dove il significante formale non è concepito per delineare un accadimento, ma per esprimere il senso di umanita dei protagonisti, in quanto persone, attraverso le masse dei loro corpi che sembrano diventare una materia capace di incarnare una purezza valoriale

ENG

Images are Worganisms” that during their “life” are subject to a series of continuous exegesis and reinterpretation - closely connected to social and thought changes - imposing reflections on the concept of the historicity of the eye. One of the paradigmatic, and most striking, cases in contemporary Italian photography is what happened to Tony Centile's famous 1992 picture of judges Giovanni Falcone and Paolo Borsellino. Although the shot was taken journalistically to cover a city convention at a momentous occasion in Italian history, over the years it has transcended its link with a univocal and chronological here and now, to become a collective icon releasing a timeless visual charge that has mandated its persistence in the years to come. The author captured these two figures in a moment of extreme empathy where their bodies form a pyramid occupying a large part of the image, thus marginalising the background and distancing them slightly from the context. The focal point of the photograph where the gaze rests is the conjunction of their faces from which knowing smiles unfold in a composition where the formal signifier is not conceived to delineate an event, but rather to express the sense of humanity of the protagonists, as persons, through the masses of their bodies that seem to have become matter capable of embodying a purity of values.

rassegna stampa

LUCE E MEMORIA

Intervista TGR Liguria
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